La polemica

La fondazione Romanì querela Salvini, esposto redatto da Giulio Calvani

L'avvocato molfettese è il consulente della fondazione. Salvini contestato per istigazione all'odio razziale

Politica
Molfetta mercoledì 27 giugno 2018
di La Redazione
Giulio Calvani
Giulio Calvani © Rossella Natalicchio

Un esposto-querela alla Procura della Repubblica di Pescara per istigazione all’odio razziale. A presentarlo contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ieri mattina, è stato il presidente della Fondazione Romanì Italia, Nazzareno Guarnieri, cittadino italiano appartenente alla comunità romanes, assistito dall’avvocato molfettese Giulio Calvani.

L’iniziativa arriva a pochi giorni dalle frasi shock dell’esponente del Governo in merito all’ipotesi di effettuare un censimento su base etnica delle persone appartenenti alla minoranza romanì in Italia.

Ad indignare il rappresentante della Fondazione e, più in generale, le comunità romanes italiane, è stata in particolare la frase di Matteo Salvini: «i rom italiani, purtroppo, dobbiamo tenerceli».

Ritenendo particolarmente gravi queste affermazioni, soprattutto perché pronunciate da un rappresentante del Governo italiano e non da un semplice cittadino, Guarnieri e la Fondazione che rappresenta, con la consulenza dell’avv. Calvani, hanno deciso di passare all’azione affinché l’esternazione di Salvini non restasse impunita.

Per questa ragione, il presidente questa mattina ha depositato presso la Procura della Repubblica di Pescara un esposto-querela verso il vice presidente del Consiglio.

Nell’esposto-querela, corredato di allegati e link video, sono dettagliatamente testimoniate le frasi del leader della Lega.

«Il senatore Salvini», si legge nell’atto depositato in Procura, «ha scientemente travalicato il limite del legittimo esercizio del diritto di manifestazione del pensiero previsto dall’articolo 21 della Costituzione, annunciando la volontà di procedere con un censimento su base etnica dei “rom” vietato dal nostro ordinamento giuridico e dalle Convenzioni internazionali, cui l’Italia ha aderito, istigando in tal modo alla discriminazione nei confronti della minoranza rom in Italia».

Ed è in proprio in merito a tali dichiarazioni che Nazzareno Guarnieri chiede alla Procura della Repubblica di Pescara - o a quella ritenuta territorialmente competente - di esperire tutti gli accertamenti necessari per valutare se sia ipotizzabile il reato, penalmente perseguibile, di istigazione all’odio razziale.

“A nostro avviso – spiega l’avv. Giulio Calvani – ci sono tutte le condizioni per querelare il ministro, per propaganda alla discriminazione su base etnica e razziale, vietata sia dal codice penale sia dalla Legge Mancino del 1993”.

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