Il caso

Poltrona contesa con Boccardi. Ma la Minuto è sicura: «La mia elezione è regolare»

"Pur comprendendo l’amarezza di chi non ce l'ha fatta, non si può far credere che questa decisione, giuridicamente ineccepibile, comporterà un danno all'Erario"

Politica
Molfetta martedì 03 luglio 2018
di La Redazione
Carmela Minuto al Senato
Carmela Minuto al Senato © n.c.

Il caso è praticamente montato. Una poltrona per due, per citare l’articolo pubblicato nei giorni scorsi su “Il Fatto quotidiano”. La poltrona è quella senatoriale, i contendenti sono la molfettese Carmela Minuto e il parlamentare uscente Michele Boccardi.

Nell’articolo in questione vengono riesaminate le tappe della vicenda, con l’elezione di Boccardi e il ribaltamento del risultato da parte della Corte d’Appello di Bari. Si tratterebbe, però, secondo Boccardi, di un errore materiale della Corte, a cui occorrerebbe porre rimedio con la valutazione della giunta delle elezioni di palazzo Madama.

Il problema, però, è che la giunta ancora non c’è e che lo Stato, prosegue l’articolo, “rischia di pagare due volte per lo stesso seggio senatoriale”.

Mentre infatti a Boccardi, nel caso passasse la sua versione, toccherebbe un risarcimento, alla Minuto, che li sta percependo da senatrice formalmente eletta, non sarebbero chiesti soldi indietro. Un pasticcio che sta facendo parlare, a cui comunque lei risponde in maniera netta ed eloquente.

“Che il Rosatellum non sia la più semplice delle leggi elettorali di questa Repubblica – afferma la Minuto – è assodato, che il calcolo della ripartizione dei seggi sia peggio del Cubo di Rubik lo dimostra il fatto che ci sono voluti giorni per la proclamazione degli eletti da parte delle Corti d'Appello. Ma questo non giustifica la malafede di chi, trovandosi fuori dal Parlamento, denuncia grossolani errori materiali da parte di magistrati che, viceversa, hanno fatto il loro lavoro applicando correttamente la legge. La questione nasce dal fatto che il legislatore, in Puglia in modo particolare, aveva inteso individuare, nei due collegi senatoriali, un numero identico di senatori; sei per il collegio nord e sei per il collegio sud. E ciò in ragione della ripartizione della popolazione pugliese, equamente suddivisa tra i due collegi. Si tratta di una ripartizione che, correttamente, l’ufficio elettorale per il Senato della Corte di Appello ha ritenuto vincolante, attribuendo il sesto seggio al collegio Puglia 1 e quindi a Carmela Minuto.

Ora, pur comprendendo l’amarezza di chi non ce l'ha fatta, non si può far credere che questa decisione, giuridicamente ineccepibile, comporterà un danno all'Erario.

I pugliesi stiano tranquilli,l'elezione della senatrice Carmela Minuto è avvenuta in modo regolare e in base all’esatta applicazione della legge, rispettando l’assegnazione dei seggi in ciascun collegio. Infatti, se al posto della Minuto ci fosse l'imprenditore Michele Boccardi ci sarebbe una sproporzione, ma soprattutto un danno alla volontà dei pugliesi che si ritroverebbero 7 senatori nel collegio Sud e 5 in quello Nord.

In ogni caso, la senatrice Minuto è la più interessata di tutti all'insediamento della Giunta per le elezioni, proprio perché determinate, assurde e offensive illazioni terminino una volta per tutte”.

La risposta, quindi, secondo la Minuto, è chiara: la legge è stata applicata, nessun errore è stato commesso. Le polemiche, sembra essere il succo del discorso, sono inutili e strumentali. Stando la neo parlamentare la legge prevede una identica ripartizione dei seggi nei due collegi della Puglia (6-6). E se il seggio fosse stato assegnato a Boccardi tale ripartizione sarebbe stata violata (5-7).

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